16° MOTORADICCHIO
5/6 dicembre 2009

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MAX BIAGGI
Gennaio 2009 - Da Sport Trevigiano

IL CORSARO MAX BIAGGI AL
MOTOCLUB TENNI DI TREVISO
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STORIA DEL MOTOCLUB “O.TENNI” DI TREVISO

Nel lontano 1913 nacque a Treviso per opera di un gruppo di appassionati motociclisti del Veloce Club Treviso una sezione motociclistica denominata “Moto Club Treviso che iniziò la propria attività organizzando un circuito di velocità che prese il nome di “Circuito di Treviso”. L’anno 1920 vede cambiare il “Motoclub Treviso” in “Auto-Moto Club Treviso”, e nello stesso anno viene organizzato il 1° convegno regionale motociclistico. Nel 1972 nasce la prima gara di bicimotore nel Veneto che fu denominata “Circuito della Postumia”, dove nelle classifiche annovera un nome che diverrà famoso nella storia del motociclismo mondiale;Omobono Tenni. Negli anni prima dell’ultima guerra, il sodalizio trevigiano organizza gare di motociclismo di regolarità, e nel 1932 la Due giorni Motociclistica. Nel 1946 Omobono Tenni diventa Presidente onorario del sodalizio trevigiano. Nel giugno del 1937 Omobono Tenni vince il mitico TT inglese nella classe “lightweith 250cc”, primo pilota straniero a vincere in terra inglese nel Tourist-Trophy all’Isola di Man. Nel 1948 trovò la morte nel circuito di Berna in Svizzera, e nuovamente il sodalizio cambiò nome in “Motoclub Omobono Tenni” in memoria del pilota scomparso. L’attività continuava frenetica negli anni successivi, organizzando gare di regolarità e di velocità con il famoso “Circuito delle Mura di Treviso” fino all’anno 1972, quando le Autorità Governative abolirono per motivi di sicurezza, tutte le competizioni su strada nel territorio nazionale. Nel 1968 quale ventennale della scomparsa del Campione, il Motoclub organizzò una mostra nazionale di moto d’epoca e da corsa, tra le quali spiccavano il bicilindrico della Moto-Guzzi guidata da Omobono Tenni, ed un bronzo in sua memoria tuttora conservato al museo della Moto Guzzi. Negli anni ’70 la dinamicità del sodalizio si ampliò creando a Giavera del Montello una pista di motocross, organizzando gare di livello nazionale e poi mondiale. Il tutto fino al 1978, lasciando poi la gestione al neonato Motoclub “Montello” di Giavera, e per poter riprendere la propria attività di mototurismo e velocità agonistica. Negli anni ’80 vide la partecipazione di alcuni soci ai Campionati Nazionali e Trofei Juniores di velocità, la partecipazione a raduni nazionali ed internazionali, l’organizzazione della rievocazione storica del “Circuito delle Mura”, e del raduno nazionale del “Motoradicchio”, a cadenza biennale nel primo weekend di dicembre. Per giungere agli anni ’90 dove continua l’attività delle moto storiche e del mototurismo a livelli nazionali e territoriali, con il ritorno all’agonismo con una schiera di piloti che si cimentano nei campionati mondiali (Endurance), internazionali (Alpe-Adria ed Europeo) e nazionali di velocità, cogliendo anche risultati lusinghieri nelle classifiche finali. Un motoclub entrato nel nuovo millennio con oltre 250 soci, molti titoli e riconoscenze conquistati dai piloti e soci del sodalizio, e che si protrae verso il XXI° secolo con il buon proposito di ripetersi e migliorandosi delle annate piene di soddisfazioni agonistiche e turisticamente. Tutto questo ha contribuito a rendere il nome del Motoclub “O.Tenni” famoso a livello nazionale ed internazionale. In questa prospettiva sono da cedere le serate impegnate per un miglioramento organizzativo sempre più presente, le serate conviviali, le visite culturali ai musei e mostre, le uscite di gruppo in moto come momento ricreativo-sportivo aperto alle possibilità di tutti. Basta essere in moto. E’ infatti attraverso lo sport che il Motoclub trae le energie necessarie per far vivere a tutti gli associati, oltre che una valida attività sportiva, anche una sana vita di gruppo con attività ricreative e di importante impegno sociale. In sintesi l’attività del Motoclub “Omobono Tenni” che ha la sua sede sociale e storica a Treviso, si esprime come segue:

• Gestione di una nutrita squadra di piloti di velocità a livello nazionale ed internazionale;
• Organizzazione di motoraduni nazionali e regionali;
• Organizzazione di mostre statiche, raduni, di moto d’epoca;
• Organizzazione di rievocazioni storiche dei circuiti della marca trevigiana;
• Attività sociali di beneficenza (ambulanza per l’ospedale di Conegliano, ADVAR Treviso, Associazione “Dopo di Noi” Montebelluna)
• Attività ricreative (gite domenicali, cene conviviali, pratica nelle piste di velocità, interessi per le attività sociali).

In tutto questo la memoria di Omobono Tenni è la direttiva e lo stimolo, come la sua sportività e tenacia, in gara e fuori, quando era in vita.

FINALITA’

In genere un’associazione sportiva dà alla propria attività un’impronta tipicamente agonistica o comunque prevalente al genere per cui l’associazione stessa è sorta. Per quanto riguarda il Motoclub “O.Tenni”, l’attività, nella sua globalità, diventa innanzitutto il mezzo per ricordare il pilota che ha perduto la vita per lo sport motociclistico. In secondo luogo, tutte le iniziative che sono programmate, hanno lo scopo prevalente di creare aggregazione e di realizzazione degli obiettivi a sfondo benefico a favore della collettività.
Come accennato in apertura il Motoclub “O.Tenni” ha operato con varie realtà benefiche (ospedale di Conegliano, Associazione “Dopo di Noi” di Montebelluna, Associazione trapiantati, Associazione contro le stragi stradali) e continuerà in questa direzione anche nelle prossime stagioni, proponendoci di dare corpo e sostanza ad un intento etico di elevato valore sociale. Partecipare, organizzare ed essere presenti ad eventi mondiali, internazionali, nazionali e territoriali è sempre un incentivo per i nostri iscritti a ricercare fondi per aiutare coloro che direttamente investono il loro tempo nel campo della solidarietà, dell’assistenza e dell’agire sociale in genere.

PRECISAZIONI

Per tutte le manifestazione siamo in grado di offrire, per la pubblicità, le seguenti opzioni:

• Striscioni nel luogo della manifestazione;
• Pubblicità gabellare o redazionale sui libretti-programma distribuiti a livello nazionale ai motoclub, associazioni sportive, bar e circoli sportivi, ricreativi e culturali;
• Inserimento marchi in locandine, pieghevoli e manifesti;
• Inserimento marchi ed inserzioni su oltre 10.000 manifestini-annuncio degli eventi che i nostri motoradunisti veicoleranno in tutta Italia partecipando ai motoincontri;
• Presentazione delle manifestazioni nelle rubriche sportive di RAI 3 Regione, Antenna Tre Veneto, Tele Nord-Est, Eden TV. Inoltre MotoMotori TV è presente con una rubrica settimanale di sport motoristici in onda sulle emittenti TeleAlto Veneto e Antenna Tre Veneto;
• Tutte le iniziative del Motoclub saranno enunciate sulle radio locali;
• Articoli di promozione sportiva sui seguenti organi di stampa: Il Gazzettino di Treviso e Regionale, La Tribuna di Treviso, Sportrevigiano, Sport 15, Motociclismo e Motociclismo d’Epoca, Moto Storiche e d’Epoca, Motoitalia.

CONSIGLIO DIRETTIVO
2005-2008

PRESIDENTE
Diego Possamai

VicePresidente
Francesco Ferrarese

SEGRETARIO
Luca Borsoi

CASSIERE-ECONOMO
Walter Durigon

CONSIGLIERI
Piero Brogini
(Resp.Moto d’epoca e Reg. Storico)
Stefano Ceccarel
(Resp. Mototurismo)
Andrea Vendrame
(Dir.Sportivo)

 

RITRATTO DI OMOBONO TENNI

Omobono Tenni, il “campione che non è scomparso.
Il primo 1948, sull’infausto circuito di Bremgarten, l’ora era scoccata per Omobono Tenni. Da tempo ci ripeteva, al ritorno da una vittoria:”Questa è proprio l’ultima volta, non correrò più”. Ma ben presto lo spirito tradiva la parola per quella passione inestinguibile che lo bruciava, che lo spingeva a superare se stesso e le leggi dell’equilibrio. Si estinse con Tenni una generazione di centauri che ebbe nei Nuvolari, Varzi, Ghersi, Arcangeli, Moretti, Bandini, Ruggeri, Benelli ed in tanti altri i più valorosi esponenti del motociclismo degli anni trenta e quaranta, i virtuosi della guida. Vorremmo dire che da allora si creò quasi un diaframma, e non soltanto ideale,ma anche tecnico, fra i “vecchi” piloti ed i “nuovi”; questi avevano ed hanno forse più scuola, quelli più istinto. Omobono Tenni era un istintivo per eccellenza: per molti anni gli sportivi dalle tempie brizzolate, ma anche quelli d’oggi, sentirono parlare o parlano del corridore che “curva alla Tenni”, per significare l’eccellenza raggiunta da quello che venne definito dagli inglesi il più completo corridore del mondo, il “black devil” dell’isola di Man. Non fu, come altri, una meteora sull’orizzonte del motociclismo internazionale, ma lasciò un solco profondo per la sua gloriosa carriera di quattro lustri, per la sua bontà, per la sua ineguagliabile abilità. Le folle presero subito ad amarlo, fin da quel lontano 1934 in cui conquistò il primo titolo di campione d’Italia, e non lo lasciarono più: l’attesero e l’attendemmo in ansia ai bordi della Milano-Napoli da Lui percorsa a velocità fantastica per quei tempi, ai margini degli innumerevoli circuiti lo ammirarono e l’applaudirono nelle curve più aspre, laddove la sua abilità, il suo stile, il suo coraggio, la sua tenacia rasentavano la temerarietà. Una gara senza Tenni, allora, pareva condannata all’insuccesso e gli stessi organizzatori del Tourist Trophy, pur racchiusi, come tutti gli organizzatori dello sport inglese di allora, in una torre eburnea, se ne resero conto e lo vollero sul loro meraviglioso e terribile circuito. E quando pochi giorni dopo la liberazione il Capitano Norman Brown scese con il suo apparecchio personale all’aeroporto di Treviso, il primo che cercò fu Omobono Tenni, una personalità giornalistica dell’ambiente motociclistico d’oltre Manica. Seppe giudicare serenamente ma con severità corridori, tecnici e mezzi meccanici di tutto il mondo; la sua ammirazione per Tenni, conosciuto e valutato nel 1935 al T.T. si trasformò poi, nei T.T. del 1937 e 1939, in sincera amicizia. Se Tenni volle significare esaltazione del coraggio, dello spirito, della tenacia, volle significare anche e soprattutto progresso. Progresso tecnico dell’industria motociclistica italiana per oltre vent’anni: le sue vittorie sono state colte nel segno di un crescente processo innovatore. La Guzzi gli affidò sempre, per il collaudo sportivo, i modelli dalle concezioni più avanzate, diremmo rivoluzionarie; ad iniziare da quel famoso “Condor”capostipite, con telaio elastico, che il grande Campione scomparso portò per la prima volta in gara al T.T. 1935 e che costituì allora, non dobbiamo dimenticarlo, la più clamorosa innovazione della motocicletta sportiva e non sportiva. Anche i ragazzi, i giovani sportivi d’oggi ne hanno sentito parlare ed a lui pensano, nell’era dei missili e dei voli interplanetari, come ad una mitologica figura di centauro, e non crediamo che sia del tutto retorica! Sessantadue vittorie colse nei vent’anni di carriera sportiva; grandi successi internazionali, dal Gran Premio della Svizzera al Trofeo Internazionale della Velocità, dal Tourist Trophy al Gran Premio di Monza, dal Gran Premio di Barcellona al Circuito di Luino, a quello di Zurigo, e tanti altri. Gli inglesi ne avevano fatto un idolo: nel T.T. del 1935 rasentò l’impossibile nell’isola di Man, sua prima apparizione nella più impegnativa gara motociclistica del mondo. Non vinse quell’anno perché un banco di nebbia lo tradì e finì infortunato all’ospedale. Ma due anni dopo Tenni doveva fare quello in cui non erano riusciti altri piloti continentali, neppure i grandi Ghersi, Arcangeli, Varzi: colse oltre Manica sempre alla guida degli impareggiabili modelli della Guzzi, contro la più forte industria motociclistica del mondo e contro avversari ritenuti inattaccabili, una vittoria tutta italiana nella categoria 250cc., superando il “mago” Stanley Woods per pochissimi secondi. A Mandello Lario, alla Guzzi, un monumento ne ricorda le gesta a dirigenti, maestranze e sportivi.
Gigio Favarato 2006